Hai Ricevuto un’Email da Andrea Motta su Presunte Violazioni? Cosa Fare
Nelle ultime settimane mi è successa una cosa insolita. Sono stato contattato da alcune aziende che avevano ricevuto email firmate con il mio nome, Andrea Motta, relative a presunte violazioni di copyright e, in alcuni casi, a richieste di pagamento.
Ma il fatto è semplice da spiegare: quelle email non sono state inviate dal sottoscritto.
Ne ho appreso l’esistenza proprio grazie alle persone che le hanno ricevute che, invece di fidarsi ciecamente del messaggio, hanno fatto una cosa tanto semplice quanto efficace: cercare il mio nome online, arrivare al mio vero sito e contattarmi direttamente.
Le email sono state inviate a realtà che operano in settori diversi e in zone differenti d’Italia, dalla Campania al Veneto.
Da qui nasce l’idea di questo post: non tanto per raccontare una storia personale, quanto per lasciare online un punto di riferimento facilmente trovabile per chi, oggi o in futuro, dovesse entrare nel panico, ricevendo un messaggio analogo.
Quindi, se sei arrivato qui perché hai ricevuto un’email a nome di Andrea Motta e ti stai chiedendo“Ma è davvero lui?”,“Devo pagare?” oppure“Questa richiesta è vera?”, ti invito a continuare la lettura.
Prima di tutto: chi è Andrea Motta?
Visto che probabilmente sei arrivato su questa pagina proprio cercando il mio nome, partiamo dalle presentazioni.
Sono Andrea Motta, lavoro nel mondo del Digital Marketing e, da oltre dieci anni mi occupo di SEO, Organic Search e strategie di visibilità digitale, dopo un percorso professionale sviluppato anche, e soprattutto, nel Regno Unito.
Negli anni, ho focalizzato la mia attenzione sulla SEO sia dal punto di vista strategico che tecnico, ma anche sui contenuti e sulla crescita dell’autorevolezza dei brand, collaborando prevalentemente con aziende internazionali.
Negli ultimi anni il mio lavoro si è inevitabilmente allargato anche a quello che sta succedendo oltre la classica ricerca su Google: GEO, AI Search e, più in generale, il modo in cui brand e contenuti vengono trovati, citati e interpretati dai sistemi basati sull’intelligenza artificiale e sugli LLM.
Il mio sito personale è questo: andreamotta.net. Qui puoi trovare informazioni sulla mia attività come consulente SEO e i miei reali canali di contatto.
Ma veniamo al motivo per cui, molto probabilmente, sei qui.
Cosa Sta Succedendo con Queste Email?
Mi sono state segnalate diverse comunicazioni – come quelle allegate sopra e sotto questo paragrafo – inviate utilizzando il mio nome, senza la mia autorizzazione.
Dopo le prime segnalazioni ho raccolto il materiale a mia disposizione e portato la questione all’attenzione della Polizia Postale, presentando formale denuncia per quanto accaduto.
In alcune delle email che ho potuto visionare, “Andrea Motta” viene presentato come proprietario di presunti materiali protetti da copyright e la comunicazione fa riferimento a un altrettanto presunto“Dipartimento Proprietà Intellettuale”.
Le comunicazioni parlano di presunte violazioni di copyright dei receventi e possibili conseguenze in caso di mancato intervento. Si tratta di messaggi piuttosto articolati che, agli occhi di una persona che non mi conosce e non ha familiarità con ciò di cui mi occupo, potrebbero sembrare persino credibili.
Fortunatamente, le persone che li hanno ricevuti – o, almeno, una parte di esse, visto che le comunicazioni potrebbero essere state inviate a un numero imprecisato di persone – hanno avuto la sensazione che qualcosa non tornasse. E hanno effettuate le loro verifiche sul web, decidendo di contattarmi tramite i miei canali ufficiali.
“Andrea Motta mi ha Chiesto di pagare. Cosa Fare?”
Se non sei un mio cliente e la richiesta di pagamento fa parte delle comunicazioni descritte in questo articolo, no: non arriva da me e non devi pagare nulla.
Non cliccare su nessun link presente nella mail in questione – onde evitare di contrarre potenziali virus informatici – perché, confermo ancora una volta di non aver incaricato alcun “Dipartimento Proprietà Intellettuale”, società, studio o altra persona di contattare aziende nelle modalità descritte in questa comunicazione o di richiedere pagamenti per mio conto.
Se hai ricevuto una comunicazione simile, quindi, ignora le indicazioni contenute nel messaggio.
Come Puoi Capire Se Sono Davvero Io?
Nelle email che mi sono state segnalate ci sono alcuni dettagli che permettono di capire che qualcosa non torna.
Il nome del mittente è “Andrea Motta”, ma gli indirizzi email non sono i miei. Non basta quindi leggere il nome visualizzato: è importante controllare sempre l’indirizzo completo.
Il numero di telefono, poi, sembra corretto, ma cambia l’ultima cifra. Una differenza minima, facile da non notare a una lettura veloce.
Anche l’URL del sito sembra quello ufficiale, ma cambia l’estensione del dominio. Bastano poche lettere diverse per finire su un sito che non ha nulla a che fare con il mio.
Infine, in caso di dubbio, non cliccare sui link presenti nell’email: cerca autonomamente il nome della persona su Google e verifica i contatti attraverso il sito ufficiale.
È una regola utile sempre, non solo in questo caso: se un’email ti mette fretta, ti chiede soldi o ti invita ad aprire documenti, verifica la sua autenticità attraverso fonti indipendenti prima di agire.
“Ma nell’email ci sono anche informazioni vere su Andrea Motta. Com’è possibile?”
Per un motivo molto semplice: molte informazioni su di me sono pubblicamente disponibili online.
Ed è assolutamente normale. Lavoro nel digitale, ho un sito personale, sono attivo sul campo della formazione, pubblico contenuti e ho una presenza professionale online.
Nome, professione, sito web e informazioni sulla mia attività possono quindi essere recuperati con una normale ricerca. Il fatto che qualcuno conosca un’informazione corretta su di me non significa automaticamente che quella persona sia me o sia autorizzata a rappresentarmi.
Cosa fare se ricevi un’email sospetta a mio nome
Al di là di questo caso specifico, ci sono alcune precauzioni e best practice che possono essere seguite per scongiurare qualsiasi problema.
Se ricevi una comunicazione a mio nome e qualcosa non ti convince:
- Non effettuare pagamenti sulla base del solo messaggio ricevuto.
- Controlla l’indirizzo email completo, non soltanto il nome del mittente.
- Non cliccare su link o documenti presenti nel messaggio.
- Controlla attentamente veridicità del dominio del sito internet e del numero di telefono.
- Non fornire password, credenziali, informazioni bancarie o dati personali.
- Cerca autonomamente il nome della persona o dell’azienda che apparentemente ti sta contattando.
- Utilizza il suo sito ufficiale o un altro canale indipendente per trovare i contatti autentici.
- Se hai dubbi, contatta direttamente la persona attraverso quei canali.
- Conserva il messaggio originale se ritieni che possa essere necessario documentare quanto accaduto.
In altre parole: Google può essere tuo amico.
Dopo le prime segnalazioni ho raccolto il materiale a mia disposizione e portato la situazione all’attenzione della Polizia Postale, presentando le relative denunce per l’utilizzo non autorizzato della mia identità.
Non ho contezza su chi sia dietro queste comunicazioni: gli accertamenti spettano, eventualmente, alle autorità competenti.
Quello che posso fare, però, è – oltre ad aver effettuato prontamente denuncia presso la Polizia Postale, fornendo anche gli header originali delle mail – rendere il più facile possibile verificare online la mia vera identità e aiutare altri potenziali destinatari a riconoscere comunicazioni che non provengono da me.